martedì 30 dicembre 2008

Buon anno


Lo staff di PasseggiandosuiMontiLepini augura a tutti un sereno e felice 2009

giovedì 25 dicembre 2008

Incrocio Sprone Maraoni - Monte Malaina


Monti Lepini: L'incrocio tra gli itinerari n. 20 (Sprone Maraoni) e n. 17 (Monte Malaina)

martedì 23 dicembre 2008

Gorga - Sprone Maraoni. Itinerario

Fare click sull'immagine per i dettagli dell'itinerario
.
Dettaglio Escursione
.
Profilo Altimetrico
.
Immagine 3D
.
(riproduzione riservata)

giovedì 18 dicembre 2008

Da Gorga a Sprone Maraoni

Dall’abitato di Montelanico si raggiunge il paese di Gorga (766 m), il più alto dei Monti Lepini, giunti al quale, in corrispondenza di una statua, si imbocca sulla destra via della Libertà, una strada che porta nei pressi del Fosso delle Cannavine. Giunti alla conca del Monte Pietracquare si parcheggia l’automobile e da qui iniziano i percorsi CAI n. 17 (Monte Malaina) e n. 20 (Sprone Maraoni), tra i più suggestivi che si possono effettuare in questo territorio. La strada sterrata prosegue attraversando il fondovalle della Valle dei Canali e, dopo aver attraversato una zona dove sono presenti alcune rudiste, arriva alla Fonte San Marino (1.143 m). Proseguendo in direzione est, in prossimità della valle fra Monte Alto e Monte Pisciarello, si incontra, passando per un bosco, prima una sorgente, e quindi diversi pianori erbosi, dove sono presenti diversi fenomeni carsici (doline), fino all’incrocio con il sentiero CAI n. 17 che porta al Monte Malaina. Il sentiero n. 20 piega in direzione est e, attraversando un bosco di faggi, arriva ai Pianori del Lontro (1.245 m) caratteristici per la presenza di alcuni rifugi. Una volta attraversato il pianoro si arriva ai piedi dello Sprone Maraoni, dalla cui vetta (1.328 m) si può ammirare un affascinante panorama sulla Valle del fiume Sacco e sui Monti Simbruini. La vegetazione prevalente é costituita da faggi e rari esemplari di tasso e agrifoglio.
.
Quota partenza: 810 m
Quota massima: 1.340 m
Dislivello totale: 600 m
Difficoltà: media
Distanza: 14.500 m
.
Tempo totale: 7h 00min
Ascesa: 3h 30min
Discesa: 2h 30min
Sosta pranzo: 1h 00min
.
Itinerario
.
Profilo Altimetrico
.
Immagine 3D
.
(Riproduzione riservata)

martedì 16 dicembre 2008

Pratiglio

Monti Lepini: Le doline di Pratiglio

giovedì 11 dicembre 2008

Salsicce con fagioli

Ingredienti (per 4 persone)
- 1/2 kg fagioli (bianchi di spagna);
- 1 bicchiere di vino bianco secco;
- 1/2 kg di pomodori pelati;
- 8 salsicce;
- 2 spicchi aglio;
- cipolla;
- sedano;
- salvia;
- 4 cucchiai olio extravergine di oliva;
- sale;
- peperoncino;

Preparazione
Tenere a mollo i fagioli in acqua con un pizzico di sale per 18-24 ore e poi lessarli. Mettere le salsicce in una padella con un pò d’acqua e un cucchiaio d’olio per sgrassarle. A fuoco vivace, dopo 2-3 minuti bucherellarle per far uscire il grasso e aggiungere il vino bianco. Evaporato il vino, dopo circa 7-8 minuti spegnere il fuoco. Eliminare tutto il grasso. In una teglia mettere l'olio , gli spicchi di aglio un po' schiacciati e 2-3 grosse ciocche di salvia e un pò di cipolla. Far rosolare l'aglio per 3-4 minuti a fuoco vivace, quindi eliminarlo dala teglia. Aggiungere il peperoncino e i pomodori pelati, abbassando il fuoco al minimo e coprire. Far cuocere per 10 minuti rigirando 2 o 3 volte. Aggiungere i fagioli (lessati in precedenza, piuttosto al dente) e le salsicce. Girare con cura, far cuocere a fuoco lento per altri 10 minuti (assaggiare e aggiustare di sale nel frattempo), rigirando qualche volta ancora.

martedì 9 dicembre 2008

Il Campo di Segni

Monti Lepini: Il Campo di Segni

giovedì 27 novembre 2008

Selva Piana - Monte Malaina. Itinerario


Fare click sull'immagine per i dettagli dell'intinerario
.
.
Profilo Altimetrico
.
(riproduzione riservata)

giovedì 20 novembre 2008

Bosco innevato


Monti Lepini: Un bosco innevato

martedì 18 novembre 2008

Appallocco di fave o fagioli

Ingredienti (per 4 persone)
- ½ Kg di fagioli borlotti secchi o fave piccole secche;
- ½ Kg di fiore di mais;
- 200 mg di pancetta tesa stagionata oppure di salsicce;
- 1 bicchiere di olio extra-vergine;
- peperoncino grattugiato;
- 3 spicchi di aglio;
- sale;

Preparazione
Lessare i fagioli e aggiungere il sale. Soffriggere metà della pancetta con mezzo bicchiere di olio extra vergine. Aggiungere i fagioli con un pò di acqua di cottura. Aggiungere 75 cl di acqua. Aggiungere lentamente girando con un cucchiaio di legno il fiore e cuocere per circa 20 minuti. Salare quanto basta. Nel frattempo soffriggere 1 etto di pancetta tagliata a dadini con aglio e mezzo bicchiere di olio extra-vergine. Mettere il preparato di fiore in un un piatto largo. Aggiungere quindi in superficie il soffritto precedentemente preparato. Spolverare con pecorino e peperoncino.

giovedì 13 novembre 2008

Il Monte Malaina


Monti Lepini: Il Monte Malaina visto dalla Piana dell'Erdigheta

giovedì 6 novembre 2008

Ilex aquifolium

L’Ilex aquifolium denominato comunemente Agrifoglio, è una pianta appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae. Il rametto tipico di agrifoglio ha la chioma di tipo piramidale, la corteccia liscia e i rami di colore verde scuro. Cresce spontaneo in diverse zone sui Monti Lepini. Le foglie sono di diversa misura e dimensione, con un margine spinoso nei rami più bassi delle giovani piante, intero nelle piante adulte. I fiori sono piccoli e riuniti in fascetti ascellari, con 4 petali di colore bianco o rosato durante l'inverno portano piccoli globi di colore rosso vivo lucente a maturazione, contenenti 2-4 semi.

martedì 4 novembre 2008

Zuppa di pane e fagioli

Ingredienti (per 4 persone)
- 1/2 Kg fagioli borlotti secchi;
- 1/2 kg pane casareccio raffermo;
- 3/4 bicchiere olio extravergine di oliva;
- 1 cipolla;
- peperoncino;
- olive salate;

Preparazione
Tenere a mollo i fagioli per 18-24 ore e poi lessarli. Soffriggere la una cipolla con l’olio quindi aggiungere i fagioli lessati con circa ¼ di litro di acqua di cottura. Portare il tutto ad ebollizione e aggiungere il sale quanto basta. Tagliare il pane a fettine. In un’insalatiera fare uno strato di pane e aggiungere il preparato precedentemente fatto se necessario fare un secondo stato. Coprire con un piatto rovesciato l’insalatiera e aspettare circa 20 minuti. Servire tagliuzzando sopra mezza cipolla cruda. Servire con vino rosso e accompagnare con olive salate.

martedì 28 ottobre 2008

Quercus Cerris

Il Cerro (Quercus cerris) è una pianta della famiglia delle Fagaceae. Il termine Cerro deriva dal latino “cerrus”. E’ una pianta arborea alta circa 20-30 m. E’ un albero con i fusti dritti, la chioma folta ed ellittica. La circonferenza del tronco può raggiungere anche i 6 metri. Nelle piante adulte la corteccia è fessurata in senso longitudinale. Il fondo dei solchi è rossastro di colore grigio-brunastro, ruvida, dura e spessa. Le gemme sono lunghe sino a 2,5 cm, pelose e strette, corte e tozze, ovoidali e ad apice appuntito od ottuso. I frutti sono costituiti da ghiande ovoidali, di dimensioni varie, con striature longitudinali, marrone-rossastro. La cupola che ricopre la ghianda per circa ½, di diametro di 2-3 cm, con scaglie lunghe ad apice ricurvo che formano una frangia attorno al bordo. Le foglie sono caduche, alterne, semplici, verde-grigie; da giovani con peluria presente di più nella parte inferiore e lungo le nervature; da adulte quasi glabre, un po' ruvide e di consistenza membranacea (cartacea). Il Cerro si adatta a condizioni climatiche molto differenti anche se preferisce climi temperati e con un certo grado di umidità. Può vivere sino a 400 anni. Sui Monti Lepini sono presenti diversi esemplari di querce secolari soprattutto nella zone della valle le Gotte. Il cerro viene utilizzato anche nella medicina popolare. La droga è data dalla corteccia che viene impiegata per fare decotti (5 gr/100 ml di acqua) astringenti per infiammazioni emorroidarie, della pelle e delle mucose (gola, gengive, ecc.). utilizzato per lavaggi e gargarismi. Si possono fare anche tisane per diarree e disturbi intestinali dimezzando i gr per 100 ml di acqua. In farmacia vengono utilizzate le cosiddette noci di galla per la produzione di un tannino che serve come astringente.

giovedì 23 ottobre 2008

Le caldarroste

Forse questo modo di consumare le castagne è il più diffuso perche il frutto appena cotto emana un profumo inconfondibile e penetrante che rende la caldarrosta irresistibile. Per ottenere una perfetta caldarrosta occorre cuocere le castagne in una padella forata su una sorgente viva di calore: uno strato uniforme di brace molto viva. La castagna va incisa su tutta la lunghezza della parte bombata prima di metterla a cuocere, dapprima lentamente sollevando la padella e lasciando riposare fuori della sorgente di calore non appena si avverte che le castagne si avviano alla cottura, in seguito al riposo si mettono sul fuoco vivo per qualche minuto fino a far bruciacchiare la prima buccia; a questo punto la caldarrosta è pronta, il suo profumo si disperderà tutto intorno e mangiarle sarà un vero piacere.

giovedì 16 ottobre 2008

Tartufini di castagna

Ingredienti (per 4 persone)
- 1 kg di polpa di castagna;
- 250 g di zucchero;
- qualche foglia di alloro;
- sale;
- vaniglia;
- 1/2 bicchiere di rhum;
- cacao amaro;

Preparazione
Si parte dalla polpa di castagna ricavata dal frutto bollito in abbondante acqua leggermente salata ed aromatizzata con qualche foglia di alloro. La polpa deve essere privata da qualsiasi pellicina quindi passata al setaccio ed aromatizzata con vaniglia. Per dolcificare la polpa è preferibile scaldarla lentamente a bagno maria e quindi quando la polpa supera i 50 gradi aggiungere lentamente lo zucchero (250 g per 1 kg di polpa) rimestando accuratamente la polpa fino ad inglobare tutto lo zucchero; la polpa diverrà più morbida. A questo punto aggiustare e profumare la polpa con maraschino o rhum a piacere, quindi far cuocere la polpa fino a quando essa raggiungerà una consistenza tale da poter fare con essa delle palline senza che si appiccichi troppo alle dita. Formare le palline di circa 2 cm di diametro e farle rotolare su un leggero strato di cacao amaro indi per presentarle si possono deporre in pirottini di carta di opportuna grandezza. Il dolce non avendo conservanti va consumato nel più breve tempo possibile (un giorno) conservandolo al frigo in scatole chiuse.

martedì 14 ottobre 2008

La castagna

La castagna é un frutto molto diffuso e in passato e' stato un alimento base per il suo alto valore energetico. Le molte qualita' di castagne si raggruppano in due categorie, le 'castagne' e i 'marroni'. Le prime, piuttosto piccole, sono schiacciate da un lato e con la buccia resistente e di colore. brunoscuro. I marroni sono piu' grossi, più dolci e a forma di cuore, con buccia piu' chiara e striata. La principale caratteristica delle castagne e' l'elevatissimo contenuto in amido e il conseguente alto valore calorico , che le rendono sconsigliabili per i soggetti in sovrappeso e per i diabetici. A causa della bassa digeribilita' non sono adatte ai bambini molto piccoli e a chi ha problemi di digestione; per il loro contenuto di amido sono da evitare negli ulcerosi e nei colitici.

Valori nutrizionali: (189 Kcal per 100 g) - Proteine 3,5 - Lipidi 1,8 - Vitamine PP,B1,B2 - Minerali: Fosforo,potassio,calcio,sodio,ferro

giovedì 9 ottobre 2008

Montelanico - XLVI Sagra della Castagna


Si sa che nei piccoli borghi l'attaccamento al proprio paese, anche se non manifestato chiaramente, è viscerale e radicato. A volte viene fuori in tutta la sua schiettezza. Nel caso di Montelanico questo avviene durante la Sagra della Castagna. La Sagra ha raggiunto la sua 46esima edizione. Un'atmosfera indescrivibile che fin dal mattino si respira quel giorno. Un crepitio di fuochi accesi, un continuo movimento di persone, inebriate dal quell'odore tipico di caldarroste, che sembrano non aspettare altro che di essere degustate dai visitatori. E' come se tutto l'ambiente si chiudesse a protezione di vecchie tradizioni, stimolato dalla voglia di contribuire alla realizzazione della manifestazione del paesano. Nel centro storico, poi, c'è un via vai continuo: chi prepara, chi fa assaggiare orgoglioso il suo vinello, chi visita le mostre, chi torna per ritrovare e ritrovarsi. Lungo i vicoli che lo intrecciano di storie recenti e più antiche, si possono incontrare dei pittori che fermano su tela degli attimi in angoli dove ogni momento ha lasciato il segno. Si sfidano per aggiudicarsi il primo premio del Concorso di Pittura Estemporanea "Il Riccio D'Oro"; ogni anno appuntamento fisso per pittori che vogliono mettersi alla prova e far conoscere la loro arte. Come si è accennato prima, sono aperte durante la Sagra, mostre, di castagne e marroni locali, di artigianato locale che aiutano il turista ad apprezzare e a conoscere meglio il paese ed i suoi abitanti, attraverso oggetti che hanno accompagnato le giornate di contadini, artigiani e massaie fino a qualche tempo fa.

Programma

Venerdi 17 Ottobre 2008
ore 20.00 - Apertura stands gastronomici
ore 21:00 - Musica popolare con il gruppo “Mediterranti”. Piazza Cavour

Sabato 18 Ottobre 2008
ore 17.30 - Piazza Vittorio Emanuele Spettacolo Musicale con gli “Enotri”, gruppo folk lucano
ore 19.30 - Apertura stands gastronomici
ore 21.00 - “Parquaria“ ed “Enotri“ in concerto, incontro-gemellaggio tra la tradizione lepina e quella lucana. Piazza Vittorio Emanuele

Domenica 19 Ottobre 2008
ore 09.00 - Timbratura delle tele partecipanti al Concorso di Pittura Estemporanea “Il Riccio d’Oro”
ore 10.00 - Apertura Mostra Castagne, Marroni e Artigianato, in via San Pietro e piazza Vittorio Emanuele - Esposizioni dei lavori realizzati dagli alunni delle scuole
ore 10.15 - Apertura Mostra Micologica, in piazza Vittorio Emanuele
ore 12.00 - Gruppo Sbandieratori di Artena “Alfieri del Cardinal Borghese”
ore 13.00 - Apertura Stands Gastronomici
ore 14.30 - Spettacolo Musicale Itinerante con gli "Enotri"
ore 16.00 - Piazza Vittorio Emanuele esibizione del gruppo folk “Norbensis” di Norma
ore 17:00 - Apertura Mostra e Premiazione dei quadri partecipanti al Concorso di Pittura Estemporanea “Il Riccio d'Oro”. Sala Garibaldi
ore 18.00 - Estrazione di una Lotteria Gastronomica
ore 19.00 - Musica popolare con il gruppo “Popularia”

Fonte: Comune di Montelanico

martedì 7 ottobre 2008

Geologia dei Monti Lepini

Dove oggi si trovano i Monti Lepini, milioni di anni fa si estendeva un mare tropicale abitato da organismi in gran parte ormai estinti: pesci, molluschi, alghe e coralli. Percorrendo i sentieri, se si osserva con attenzione, è possibile riconoscere all’interno dei corpi rocciosi affioranti forme riferibili a fossili (frammenti di gusci o scheletri animali) o a tipiche strutture geologiche (piani di stratificazione o di fatturazione variamente deformati) che raccontano di esotici ambienti naturali del passato e delle trasformazioni avvenute nel corso di milioni di anni. Tra le testimonianze fossili sono facilmente riconoscibili le rudiste, caratteristici molluschi dal guscio a forma di cono e dimensioni variabili fino ad alcune decine di centimetri, vissute nel periodo Cretacico e poi estinte alla sua fine (circa 65 milioni di anni fa) contemporaneamente ai più famosi dinosauri e ad altri gruppi di esseri viventi. Nel territorio di Montelanico, tali particolarità sono facilmente osservabili salendo il versante che dalla località Pietrito porta alle rovine dell’antico “Castello di Collemezzo” . Numerose forme carsiche superficiali sono inoltre presenti sul territorio. Le doline, piccole conche o depressioni superficiali del terreno con diametro variabile da alcuni metri a decine di metri, localizzate in genere in zone a debole pendenza, sono spesso ricoperte da un deposito di terra rossa poco permeabile (residuo insolubile derivante dalla dissoluzione delle rocce calcaree), che favorisce l’accumulo di acqua utilizzata dagli animali selvatici o allo stato brado. Numerosi anche gli inghiottitoi, chiamati localmente “ovisi”. Sono aperture superficiali del terreno, di qualche metro di diametro, che danno accesso alla fitta e complessa rete di cavità sotterranee facenti capo a varie sorgenti sparse nel territorio.