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mercoledì 14 settembre 2011

Fossile di conchiglia




Monti Lepini: Fossile di conchiglia trovato in località "Il Monte"

giovedì 5 febbraio 2009

Gli "ovisi"

Gli inghiottitoi, comunemente denominati “ovisi” (abissi) nella zona dei Monti Lepini, sono dei punti in cui l’acqua penetra nel terreno di natura carsica e sprofonda nel sottosuolo. Sono buchi profondi molti metri all’interno dei quali si riversa l’acqua piovana fino a raggiungere il fondo impermeabile della vallata. Nella zona dei Monti Lepini questi sono i più significativi:

  • Oviso della Rava Bianca (Carpineto Romano) -710 metri
  • Inghiottitoio di Campo di Caccia (Gorga) -610 metri
  • Occhio della Farfalla (Carpineto Romano) -450 metri
  • Grotta dell'Erdigheta (Carpineto Romano) -450 metri
  • Grotta del Rapiglio (Carpineto Romano)
  • Abisso Consolini (Carpineto Romano) -550 metri
  • Oviso di Pozzo Comune (Carpineto Romano) -170 metri
  • Oviso di Passo Pratiglio (Supino) -900 metri

martedì 27 gennaio 2009

Le doline

La dolina è una forma carsica molto diffusa nei Monti Lepini. Sono depressioni a forma di imbuto, prodotte dalla dissoluzione della roccia calcarea ad opera delle acque piovane. Spesso sul al fondo si trova una grotta (inghiottitoio) dentro il quale si riversano le acque raccolte dalla dolina stessa. Le doline raccolgono quindi grandi quantità di acque piovane o di scorrimento superficiale e le convogliano nel reticolo carsico di drenaggio, dove si formano così veri e propri torrenti sotterranei. Lo sviluppo delle doline è spesso controllato da faglie e sistemi di fratture che facilitano l'infiltrazione delle acque all'interno della roccia calcarea. Nell'area dei Monti Lepini, esistono diverse formazioni di doline, alcune molto grandi. Le più significative si trovano a Pian delle Faggeta, nella valle del Monte Erdigheta e nella Piana di Santa Serena.

martedì 7 ottobre 2008

Geologia dei Monti Lepini

Dove oggi si trovano i Monti Lepini, milioni di anni fa si estendeva un mare tropicale abitato da organismi in gran parte ormai estinti: pesci, molluschi, alghe e coralli. Percorrendo i sentieri, se si osserva con attenzione, è possibile riconoscere all’interno dei corpi rocciosi affioranti forme riferibili a fossili (frammenti di gusci o scheletri animali) o a tipiche strutture geologiche (piani di stratificazione o di fatturazione variamente deformati) che raccontano di esotici ambienti naturali del passato e delle trasformazioni avvenute nel corso di milioni di anni. Tra le testimonianze fossili sono facilmente riconoscibili le rudiste, caratteristici molluschi dal guscio a forma di cono e dimensioni variabili fino ad alcune decine di centimetri, vissute nel periodo Cretacico e poi estinte alla sua fine (circa 65 milioni di anni fa) contemporaneamente ai più famosi dinosauri e ad altri gruppi di esseri viventi. Nel territorio di Montelanico, tali particolarità sono facilmente osservabili salendo il versante che dalla località Pietrito porta alle rovine dell’antico “Castello di Collemezzo” . Numerose forme carsiche superficiali sono inoltre presenti sul territorio. Le doline, piccole conche o depressioni superficiali del terreno con diametro variabile da alcuni metri a decine di metri, localizzate in genere in zone a debole pendenza, sono spesso ricoperte da un deposito di terra rossa poco permeabile (residuo insolubile derivante dalla dissoluzione delle rocce calcaree), che favorisce l’accumulo di acqua utilizzata dagli animali selvatici o allo stato brado. Numerosi anche gli inghiottitoi, chiamati localmente “ovisi”. Sono aperture superficiali del terreno, di qualche metro di diametro, che danno accesso alla fitta e complessa rete di cavità sotterranee facenti capo a varie sorgenti sparse nel territorio.