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Escursioni, luoghi storici, antiche ricette, flora e fauna dei Monti Lepini
Ingredienti (per 4 persone)
Ingredienti (per 4 persone)
Forse questo modo di consumare le castagne è il più diffuso perche il frutto appena cotto emana un profumo inconfondibile e penetrante che rende la caldarrosta irresistibile. Per ottenere una perfetta caldarrosta occorre cuocere le castagne in una padella forata su una sorgente viva di calore: uno strato uniforme di brace molto viva. La castagna va incisa su tutta la lunghezza della parte bombata prima di metterla a cuocere, dapprima lentamente sollevando la padella e lasciando riposare fuori della sorgente di calore non appena si avverte che le castagne si avviano alla cottura, in seguito al riposo si mettono sul fuoco vivo per qualche minuto fino a far bruciacchiare la prima buccia; a questo punto la caldarrosta è pronta, il suo profumo si disperderà tutto intorno e mangiarle sarà un vero piacere.
Ingredienti (per 4 persone)
La castagna é un frutto molto diffuso e in passato e' stato un alimento base per il suo alto valore energetico. Le molte qualita' di castagne si raggruppano in due categorie, le 'castagne' e i 'marroni'. Le prime, piuttosto piccole, sono schiacciate da un lato e con la buccia resistente e di colore. brunoscuro. I marroni sono piu' grossi, più dolci e a forma di cuore, con buccia piu' chiara e striata. La principale caratteristica delle castagne e' l'elevatissimo contenuto in amido e il conseguente alto valore calorico , che le rendono sconsigliabili per i soggetti in sovrappeso e per i diabetici. A causa della bassa digeribilita' non sono adatte ai bambini molto piccoli e a chi ha problemi di digestione; per il loro contenuto di amido sono da evitare negli ulcerosi e nei colitici.
Dove oggi si trovano i Monti Lepini, milioni di anni fa si estendeva un mare tropicale abitato da organismi in gran parte ormai estinti: pesci, molluschi, alghe e coralli. Percorrendo i sentieri, se si osserva con attenzione, è possibile riconoscere all’interno dei corpi rocciosi affioranti forme riferibili a fossili (frammenti di gusci o scheletri animali) o a tipiche strutture geologiche (piani di stratificazione o di fatturazione variamente deformati) che raccontano di esotici ambienti naturali del passato e delle trasformazioni avvenute nel corso di milioni di anni. Tra le testimonianze fossili sono facilmente riconoscibili le rudiste, caratteristici molluschi dal guscio a forma di cono e dimensioni variabili fino ad alcune decine di centimetri, vissute nel periodo Cretacico e poi estinte alla sua fine (circa 65 milioni di anni fa) contemporaneamente ai più famosi dinosauri e ad altri gruppi di esseri viventi. Nel territorio di Montelanico, tali particolarità sono facilmente osservabili salendo il versante che dalla località Pietrito porta alle rovine dell’antico “Castello di Collemezzo” . Numerose forme carsiche superficiali sono inoltre presenti sul territorio. Le doline, piccole conche o depressioni superficiali del terreno con diametro variabile da alcuni metri a decine di metri, localizzate in genere in zone a debole pendenza, sono spesso ricoperte da un deposito di terra rossa poco permeabile (residuo insolubile derivante dalla dissoluzione delle rocce calcaree), che favorisce l’accumulo di acqua utilizzata dagli animali selvatici o allo stato brado. Numerosi anche gli inghiottitoi, chiamati localmente “ovisi”. Sono aperture superficiali del terreno, di qualche metro di diametro, che danno accesso alla fitta e complessa rete di cavità sotterranee facenti capo a varie sorgenti sparse nel territorio.
