mercoledì 20 aprile 2016

Il Monte Caccume o "Cacume"


Il Monte Caccume, più comunemente denominato "Cacume", come si presenta dalla vetta del Monte Gemma
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martedì 12 aprile 2016

Panorama Monte Gemma


Un panorama del Monte Gemma visto dalla piana dell'Erdigheta
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(riproduzione riservata)

lunedì 11 aprile 2016

Monte Gemma e Monte Malaina



Un panorama del Monte Malaina, sulla sinistra e del Monte Gemma, sulla destra
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martedì 5 aprile 2016

Selva Piana - Monte Salerio - Monte Gemma - Selva Piana

Dall’abitato di Montelanico si prende la strada statale 609 che porta verso il paese di Carpineto Romano, località Selva Piana. Al km 26 (circa) sulla sinistra si imbocca una strada sterrata dove si può parcheggiare l’automobile. L’escursione inizia in prossimità dell’incrocio con il sentiero che porta in località “Acqua del Carpino”, un acquedotto costruito alla fine del XIX secolo durante il pontificato di Leone XIII. Superato il fontanile sulla destra si incontra una recinzione che si costeggia fino ad incrociare il sentiero 24 del CAI. Si prosegue lungo l'altopiano del Carpino attraversando un bosco di pini e quindi una faggeta al termine della quale si arriva su un crinale dal quale si può ammirare il profilo del versante Est del Monte Malaina. La salita continua fino a raggiungere prima la vetta del Monte Salerio e quindi successivamente quella del Monte Gemma (1.457 m). Da qui si possono ammirare i panorami sul paese di Supino, sulla Valle del fiume Sacco e sulla pianura pontina fino al Monte Circeo e al Monte Giove. Nei mesi di Giugno e Luglio é possibile trovare, durante la salita, le fragole di bosco. Sulle pendici del Monte Salerio sono stati trovati alcuni rari esemplari di rosa alpina.

Quota partenza: 700 m
Quota massima: 1.457 m
Dislivello totale: 1.020 m
Difficoltà: media-elevata
Distanza: 17.000 m
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Tempo totale: 9h 00min
Ascesa: 4h 30min
Discesa: 3h 30min
Sosta pranzo: 1h 00min
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Itinerario
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Profilo Altimetrico
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Immagine 3D
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giovedì 24 marzo 2016

Buona Pasqua




I migliori auguri di una serena Pasqua a tutti i lettori del blog
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A presto
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Lo Staff di Passeggiando sui Monti Lepini

giovedì 17 marzo 2016

Alleati in avanzata verso Montelanico




Seconda Guerra Mondiale. Un gruppo di soldati alleati in avanzata verso Montelanico
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Per gentile concessione di: Historia Militaria, sito web dove é stato pubblicato l'articolo scritto dal Sig.  Marco Ballini. Un ringraziamento particolare anche al Sig. Marco Marzilli.

martedì 15 marzo 2016

Un Soldato dal cuore grande



Questa storia è stata scritta sia grazie alle testimonianze di chi assistette ai tragici eventi trattati, sia in base ai documenti relativi al soldato tedesco Wilhelm Brockmann forniti dall’ambasciata tedesca. Non è esagerato affermare che Brockmann durante la seconda guerra mondiale cambiò le sorti di Montelanico. Ancora oggi, dopo 70 anni è rimasto nella memoria dei montelanichesi per il suo coraggio dimostrato più volte. Ma veniamo ai fatti.

Era verso la fine di Maggio 1944, ormai gli americani incalzavano verso Roma e a Montelanico in quei giorni si concentrarono un gran numero di unità tedesche in ritirata da Cassino. Purtroppo le vicende della guerra avevano cambiato il carattere di molti di quei soldati e la tensione si faceva sentire.

Una mattina Wilhelm in compagnia di un altro soldato erano di controllo tra le piccole stradine di Montelanico quando, appena girato l’angolo di un vicolo, si trovarono di fronte due ragazzi che, impauriti dalla vista dei due soldati armati si misero a correre; uno dei due subito puntò il fucile verso di loro, ma Wilhelm prontamente alzò l’arma del suo camerata e fortunatamente il colpo andò a vuoto.

Due donne che assistettero a quella scena raccontarono che quel soldato era stato un angelo. Un altro caso si verificò qualche giorno più tardi, la mattina del 31 Maggio. Ormai gli americani erano circa due giorni che combattevano nel territorio di Montelanico, mentre i tedeschi alle battute finali incominciavano a pianificare la ritirata. Iniziarono cosi a minare tutti gli stabili in Corso Garibaldi fino ad arrivare in piazza Vittorio Emanuele, compresa la monumentale chiesa San Pietro, e l’edificio della G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio). Lo scopo era di far saltare in aria questi edifici di modo che agli americani veniva sbarrata l’unica via d’uscita dal paese.

Wilhelm, pur sapendo a cosa andava incontro se scoperto, interruppe la miccia che alimentava la dinamite mandando in fumo i piani tedeschi ed evitando cosi la distruzione del piccolo centro. Ma il suo gesto venne scoperto e il militare fu prima arrestato e poi portato nello stabile della G.I.L . dove venne legato ad una colonna.

La mattina del 1 giugno gli americani investirono direttamente l’abitato di Montelanico, costringendo i tedeschi alla ritirata. L’unico edificio che però riuscirono a far saltare in aria fu proprio quello G.I.L., così da bloccare almeno la via di uscita dal paese. Passato qualche giorno, durante la rimozione delle macerie, fu trovato il corpo del povero Wilhelm ancora legato a quel pilastro. Al contrario dei suoi commilitoni che furono sepolti in un cimitero da campo provvisorio, Wilhelm venne tumulato nel cimitero comunale e, come ricordano alcuni testimoni, “la sua tomba era sempre ben curata e non mancavano mai dei fiori”. Rimase tumulato nel cimitero di Montelanico fino al 1956, dopodichè la sua salma fu trasferita nel cimitero militare germanico di Pomezia insieme ai suoi commilitoni. Fu grazie a questo soldato se Montelanico mantiene ancora oggi i suoi monumenti centenari.

In memoria del Caporal Maggiore Brockmann Wilhelm nato il 29/10/1910 a Meienburg (Germania), morto a Montelanico il 1/06/1944 - Reparto d’appartenenza: 29 Panzer Grenadier Division - Infanterie Regiment 71, Piastrina di riconoscimento: Gef. 2- Inf. Ers. Btl. 25-395.

Per gentile concessione di: Historia Militaria, sito web dove é stato pubblicato l'articolo scritto dal Sig.  Marco Ballini. Un ringraziamento particolare anche al Sig. Marco Marzilli.

lunedì 14 marzo 2016

Giovan Battista Ronzoni - A 35 anni dalla scomparsa


Giovan Battista Ronzoni - Storico e Archeologo di Montelanico (RM). A 35 anni dalla scomparsa l'Associazione Pro Loco di Montelanico organizza un incontro per ricordarlo il 19 marzo 2016 alle ore 15.30 presso la Chiesa della Madonna del Soccorso.

domenica 13 marzo 2016

Croce Scaccia - Le Pezze - Valle Le Cotte - Pantana Camenardo - Croce Scaccia

Dall’abitato di Montelanico si percorre la strada che porta verso il Campo di Montelanico e dopo circa 2 km, in località “Croce Scaccia”, si parcheggiano le auto. Qui inizia il sentiero che attraversando un fosso sale in direzione Sud. L’escursione prosegue prima in direzione Sud-Ovest, sempre all’interno del bosco, e poi in direzione Nord-Ovest verso il maestoso bosco del “Centrito” in località "Le Pezze" dove sono ben visibili i resti di antiche strutture pastorali e di un antico monastero benedettino”. Durante l’ascesa sul “Colle della Cinepria” sono visibili l’abitato di Montelanico, le vette di Monte Lupone e della Punta dei Briganti. Dopo aver costeggiato i resti di alcuni antichi recinti, si arriva alla pantana di “Colle La Costa”, caratteristica per i cippi bianchi che indicavano gli antichi confini tra i comuni di Montelanico e Carpineto Romano oltre ad uno splendido panorama sul Monte Capreo. L’escursione prosegue seguendo un costone verso la località di “Calovella”, e da qui verso la “Valle delle Cotte” da dove si arriva prima alla località “La Grotticella”, un’antica cisterna di epoca romana, e poi all’altopiano di “Collemezzo”. Da qui, attraverso il sentiero che, dall’abitato di Montelanico, raggiungeva il Campo di Montelanico, si arriva alla “Croce Scaccia” dove termina l’escursione.

Quota partenza: 450 m
Quota massima: 850 m
Dislivello totale: 550 m
Difficoltà: facile
Distanza: 12.000 m
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Tempo totale: 08h 00min
Ascesa: 3h 30min
Discesa: 3h 30min
Sosta pranzo: 1h 00min
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Itinerario
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Profilo Altimetrico
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Immagine 3D
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venerdì 26 febbraio 2016

Escursione Gorga - Monte Semprevina - Campo di Caccia

Dall’abitato di Montelanico si raggiunge il paese di Gorga (766 m), il più alto dei Monti Lepini, giunti al quale, in corrispondenza di una statua, si imbocca sulla destra via della Libertà, una strada che porta nei pressi del Fosso delle Cannavine. La strada sterrata prosegue attraversando la Valle dei Canali e, dopo aver attraversato una zona dove sono presenti alcune rudiste, arriva alla Fonte San Marino (1.143 m). Proseguendo in direzione est, in prossimità della valle fra Monte Alto e Monte Pisciarello, si incontrano, passando attraverso un bosco, due sorgenti dove, nel periodo primaverile, l’acqua sgorga dal terreno carsico, quindi diversi pianori erbosi dove sono presenti diversi fenomeni carsici (doline), fino all’incrocio con il sentiero CAI n. 17 che porta al Monte Malaina. Si prende la direzione ovest e, dopo un bosco di faggi, si arriva alla località di Pratiglio (1.24o m). Da qui (il percorso per il Monte Semprevina non è segnato) si prosegue per una piccola valle e si giunge in prossimità di una dolina, quindi si prosegue per la vetta del Monte Semprevina. La strada di ritorno passa per la località di Pratiglio quindi si devia per la località Campo di Caccia dove è presente un "oviso" molto interessante situato vicino ad un faggio secolare e ad un raro esemplare di tasso. Si ritorna da qui alla Fonte di San Marino e quindi al punto di partenza.
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Quota partenza: 810 m
Quota massima: 1.420 m
Dislivello totale: 610 m
Difficoltà: media
Distanza: 13.000 m
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Tempo totale: 6h 30min
Ascesa: 3h 30min
Discesa: 2h 00min
Sosta pranzo: 1h 00min
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Itinerario
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Profilo altimetrico
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Immagine 3D
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mercoledì 17 febbraio 2016

martedì 5 gennaio 2016

Bacche di agrifoglio




Bacche di agrifoglio in località Matreagne - Monte Capreo

giovedì 12 novembre 2015

Sicurezza in montagna. Considerazioni


Dopo i recenti episodi avvenuti in diverse località dei Monti Lepini di escursionisti o cercatori di funghi che hanno perso l’orientamento, con conseguenze a volte anche tragiche, riteniamo utile pubblicare alcune semplici regole di sicurezza per chi decide di fare una passeggiata in montagna.

Una grossa percentuale degli incidenti che accadono in montagna coinvolgono gli escursionisti o i cercatori di funghi meno esperti: vuoi perché a volte non sono consapevoli delle difficoltà che può presentare l'itinerario scelto oppure perché non sono preparati ad un repentino cambiamento delle condizioni atmosferiche (in montagna accade di frequente), o semplicemente perché non posseggono un adeguato equipaggiamento.

Escursionismo. Alcune regole di sicurezza

Per chi si avvicina alla pratica dell'escursionismo è bene tenere a mente alcune regole di sicurezza molto importanti, atte a evitare che una piacevole passeggiata si trasformi in una sgradevole avventura in grado di porre in pericolo la vostra salute.

Osservazione del meteo
Prima dell’escursione consultate le previsioni meteo della zona e osservate con attenzione ogni cambiamento delle condizioni atmosferiche, anche il più piccolo. In caso di vento forte, nebbia in quota o pioggia non partite.

Non improvvisate
Pianificate il vostro itinerario. Prima di partire, raccogliete informazioni su lunghezza e difficoltà del tragitto che intendete compiere. Non dimenticatevi mai di informare qualcuno sul vostro percorso. Portate sempre con voi un telefono cellulare con batteria aggiuntiva. Portate con voi anche un semplice fischietto. Seguite sempre i sentieri segnalati. Portate con voi una cartina della zona. Meglio un GPS. In caso di dubbio meglio tornare indietro. Portate con voi i numeri telefonici del CNSAS della zona.

Niente esagerazioni
Prima di partire valutate attentamente le vostre condizioni psico-fisiche in rapporto al tragitto che volete compiere. Iniziate le escursioni di primo mattino, lasciandovi un adeguato margine per rientrare prima che faccia buio. Non partite mai per un’escursione il pomeriggio.

Equipaggiamento adeguato
Scegliete un equipaggiamento adeguato e soprattutto comodo all’escursione che intendete effettuare. Non dimenticate mai cibo e acqua in abbondanza e dentro lo zaino ci deve essere sempre la mantellina antipioggia e un pile anche se splende il sole. Magari anche un piccolo kit di pronto soccorso.

Andate piano
Seguite il vostro proprio passo di marcia, facendo in modo che sia moderato e regolare. Niente corse e ritmi veloci. Si suda tanto e non si gode la natura.

In caso di difficoltà
Se vi rendete conto di esservi persi usate il fischietto. Segnalate la vostra posizione fischiando ad intervalli regolari. Se a causa di una caduta o un incidente non siamo più in grado di proseguire fermatevi e mantenete la calma. Utilizzate il telefono cellulare e chiamate il 118 o il CNSAS, facendo presente a chi risponde che abbiamo bisogno di soccorso ma che si tratta di un intervento tecnico in montagna nella quale è necessario l'intervento del Soccorso Alpino. Fornite il maggior numero di indicazioni sull'incidente.


SE NON VI SENTITE SICURI NON PARTITE

Lo zaino da escusione

Lo zaino è una attrezzatura assolutamente necessaria per chi pratica l’escursionismo. La sua funzione è quella di contenere lo stretto indispensabile da portare con sè in montagna. La prima grande caratteristica, è l’adattabilità. Lo zaino deve essere comodo e aderire perfettamente alla schiena dell’escursionista. Deve essere confortevole, poiché in esso è stipato tutto il bagaglio per la sopravvivenza dell’escursionista durante la passeggiata. Il tessuto con cui lo zaino è fabbricato deve essere resistente, meglio se antistrappo ma soprattutto impermeabile. In montagna sono infatti frequenti temporali tanto improvvisi quanto violenti. Si consiglia comunque di proteggere lo zaino con un copri-zaino impermeabile. Le cinghie di compressione devono essere regolabili. Si stringono quando lo zaino non è a pieno carico. Questa operazione consente di distribuire il peso del contenuto su tutto lo zaino evitando che il peso vada sul fondo dello stesso, affaticando la schiena dell’escursionista. Le cinghie porta-materiale si trovano sull’estremità superiore dello zaino e servono per fissare oggetti (esempio i bastoncini da trekking). Sono un elemento prezioso perché permettono di ancorare saldamente lo zaino alla schiena evitando pericolose scivolate su percorsi accidentati o ripide salite. Il volume è la capacità di carico dello zaino da trekking. Per le escursioni giornaliere varia tra i 20 e i 50 litri. Le tasche sono gli accessori più utili. Più ce ne sono e meglio é. Il cappuccio è una tasca di modeste dimensioni, utile però a contenere oggetti che devono trovarsi a portata di mano come bussola, fazzoletti, macchina fotografica. La tasca porta-documenti si trova nel cappuccio ma è accessibile solo dall’interno dello zaino, in modo da tenere al sicuro portafogli e documenti. Le tasche laterali sono utilissime per contenere i generi di prima necessità, accessibili anche senza levarsi lo zaino: cioccolata, una borraccia o il GPS. Molti zaini contengono uno scomparto interno per l’acqua che viene bevuta tramite un beccuccio di plastica.

mercoledì 11 novembre 2015

Come prepararsi per l'escursione

La qualità e quantità del materiale variano a seconda della stagione in cui viene effettuata l’escursione e della durata della stessa. Nel seguito potete trovare un elenco indicativo delle cose necessarie e alcuni consigli utili che è possibile adattare alle proprie esigenze:

Acqua
L’acqua (minimo 2 litri) dipende dalla:
- stagione nella quale l’escursione viene effettuata;
- durata dell’escursione;
- quantità che ognuno è abituato a bere;
- presenza di fonti o sorgenti durante il percorso;

Indicazioni di massima:
Primavera - Estate: tra i 50 e i 75 cl per ogni ora di escursione
Autunno - Inverno: tra i 35 e i 50 cl per ogni ora di escursione

Cappellino (bandana) e guanti
In primavera-estate è consigliabile portare uno dei due per evitare insolazioni. Meglio se tutti e due. In inverno é preferibile un berretto di lana e un paio di guanti. Per i più freddolosi anche una sciarpetta.

Cibo
A seconda delle esigenze personali senza esagerare nelle dosi. Consigliabile soprattutto frutta specialmente nei mesi estivi.

Coltello multiuso
Per chi ne possiede uno è consigliabile portarlo per le più svariate esigenze.

Crema solare
Per chi ha pelli delicate e sensibili all’esposizione al sole. La crema solare di solito ha anche un effetto repellente nei confronti di mosche e altri insetti.

Fazzoletti umidi detergenti/disinfettanti
Impermeabile tipo k-way
Va portato sempre anche in primavera - estate. In autunno - inverno è preferibile una giacca a vento imbottita e impermeabile.

Indumenti
Indossare indumenti comodi e non attillati. Portare almeno 1 ricambio di biancheria.

Occhiali da sole

Scarponcini da escursione
Non utilizzare assolutamente scarpe a suola liscia oppure non utilizzate da molto tempo. E’ facile che la scarpa in montagna si deteriori in maniera irreparabile causando dolorose vesciche. Si consiglia di indossare prima un paio di calzini di cotone aderenti al piede e poi un altro paio di calzini o calzettoni.

Zaino
Deve essere leggero, resistente, capiente e comodo

Nota: la mattina dell’escursione è preferibile fare un’abbondante colazione. E’ sconsigliato effettuare l’escursione a digiuno.

venerdì 6 novembre 2015