
Monti Lepini: Fragole di bosco sulle pendici del Monte Gemma
Escursioni, luoghi storici, antiche ricette, flora e fauna dei Monti Lepini
Ingredienti (per 6 persone)
Per prima cosa abbiamo a disposizione tutto il materiale occorrente che nel frattempo abbiamo scelto ed ordinato da una delle ditte specializzate che pubblicizzano le loro birre ed attrezzature su Internet. Dopo aver accuratamente pulito i recipienti, prendiamo una grossa pentola di capacità non inferiore ai 5 litri e versiamo 2 litri di acqua da scaldare fino a circa 50°C. Nel frattempo abbiamo messo a scaldare in una pentola stretta e lunga il barattolo contenente lo sciroppo da fermentare, che essendo molto viscoso e denso, necessita di essere sciolto portando il contenitore ad circa 60°C. A questo punto l'acqua della pentola è pronta e facendo attenzione a non scottarsi preleviamo il contenitore riscaldato e con cura lo apriamo con un apriscatole, facendo attenzione di aprirlo al massimo prima di far cadere il lato tagliato all'interno. Con delicatezza afferriamo il contenitore attraverso un guanto da forno e versiamo il contenuto nella pentola con l'acqua a 50°. Dopo aver versato tutto il contenuto, diluendo a bisogno con poca acqua calda la parte che era rimasta aderente le pareti, aggiungiamo alla soluzione (ove richiesto dalle istruzioni) la quantità di zucchero necessaria a far raggiungere alla birra la gradazione voluta, si continua a scaldare fino ad incipiente ebollizione, a questo punto si lascia raffreddare e si aggiunge acqua fredda. A questo punto occorre compiere l'operazione più delicata: l'inoculazione del lievito. Si prepara un piccolo recipiente pulito in cui metteremo 50cc del mosto che è nella pentola, si diluisce con acqua fredda fino a 35° e si versa il contenuto della bustina dei lieviti affinché rinvengano. Si versa nel fermentatore il mosto raffreddato, si porta a diluizione finale e quindi si aggiunge la soluzione contenente il lievito. Si chiude ermeticamente il fermentatore, si inserisce il gorgogliatore e la nostra birra entro un giorno inizierà a fermentare producendo anidride carbonica che, salendo in superficie produrrà un ricca schiuma. Dopo alcuni giorni (dipende dalla temperatura dell’ambiente) smetterà di fermentare (non usciranno bollicine dal gorgogliatore). Ancora un po' di pazienza per qualche giorno ed i lieviti si saranno depositati sul fondo rendendo il liquido più scuro. Adesso é ora di imbottigliare. Dopo aver lavato, sterilizzato, sciacquato ed asciugato le bottiglie necessarie (dipende dalla loro capacità, io preferisco quelle da 500cc) si passa all'ultima fase, l'aggiunta dello zucchero di rifermentazione in ciascuna bottiglia ed al loro riempimento e chiusura. Un mese o più di riposo al fresco e al buio e potremo programmare una festa con i nostri amici per gustare il risultato delle nostre fatiche. Buone bevute...
Il faggio (Fagus sylvatica) è un albero della famiglia delle Fagacee ed é molto diffuso sui Monti Lepini. Le faggete colonizzano la maggior parte delle colline più elevate del nostro paese. Sui Monti Lepini, come in gran parte dei Monti Appennini, il faggio cresce sopra gli 800-900 metri di altitudine. La sua altezza può raggiungere i 40 metri. Il tronco del faggio è liscio, con macchie grigio argentate, le prime foglie sono di un verde tenero e lucido, poi diventano verde scuro. Il legno è forte e prezioso. Il frutto, chiamato faggiolo, è un grosso acheno, è una piccola noce triangolare di sapore gradevole racchiusa in un involucro duro. Dal frutto è possibile ricavare olio da condimento. Sui Monti Lepini le faggete più belle e maestose si trovano nei pressi del Campo di Montelanico e nella località di Pian delle Faggeta.
A pochi chilometri dal paese di Carpineto Romano si trova Pian delle Faggeta (882 m), un ampio pianoro di origine carsica che viene utilizzato come base di partenza per le escursioni verso il Monte Erdigheta, il Monte Semprevisa (1.536 m), il Monte Capreo (1.421 m) e la fonte di Rapiglio. Arrivati al parcheggio delle automobili inizia una strada sterrata lungo la quale sono presenti alcuni esemplari di tasso ma anche faggi di notevoli dimensioni dai quali questo luogo prende il nome. La faggete più maestose si trovano lungo i percorsi che vanno verso il Monte Semprevisa e verso il Monte Capreo. Numerose sono le doline, fenomeni carsici tipici di questo territorio insieme agli “ovisi”. In prossimità di Pian delle Faggeta si trova l'Oviso di Pozzo Comune (-450 m). Lungo il sentiero che porta al Monte Erdigheta, prima della Fonte dell’Acquicciola, é stata attrezzata anche un’area per i pic nic all’aperto.