Forse questo modo di consumare le castagne è il più diffuso perche il frutto appena cotto emana un profumo inconfondibile e penetrante che rende la caldarrosta irresistibile. Per ottenere una perfetta caldarrosta occorre cuocere le castagne in una padella forata su una sorgente viva di calore: uno strato uniforme di brace molto viva. La castagna va incisa su tutta la lunghezza della parte bombata prima di metterla a cuocere, dapprima lentamente sollevando la padella e lasciando riposare fuori della sorgente di calore non appena si avverte che le castagne si avviano alla cottura, in seguito al riposo si mettono sul fuoco vivo per qualche minuto fino a far bruciacchiare la prima buccia; a questo punto la caldarrosta è pronta, il suo profumo si disperderà tutto intorno e mangiarle sarà un vero piacere.
giovedì 23 ottobre 2008
Le caldarroste
Forse questo modo di consumare le castagne è il più diffuso perche il frutto appena cotto emana un profumo inconfondibile e penetrante che rende la caldarrosta irresistibile. Per ottenere una perfetta caldarrosta occorre cuocere le castagne in una padella forata su una sorgente viva di calore: uno strato uniforme di brace molto viva. La castagna va incisa su tutta la lunghezza della parte bombata prima di metterla a cuocere, dapprima lentamente sollevando la padella e lasciando riposare fuori della sorgente di calore non appena si avverte che le castagne si avviano alla cottura, in seguito al riposo si mettono sul fuoco vivo per qualche minuto fino a far bruciacchiare la prima buccia; a questo punto la caldarrosta è pronta, il suo profumo si disperderà tutto intorno e mangiarle sarà un vero piacere.
giovedì 16 ottobre 2008
Tartufini di castagna
Ingredienti (per 4 persone)- 1 kg di polpa di castagna;
- 250 g di zucchero;
- qualche foglia di alloro;
- sale;
- vaniglia;
- 1/2 bicchiere di rhum;
- cacao amaro;
Preparazione
Si parte dalla polpa di castagna ricavata dal frutto bollito in abbondante acqua leggermente salata ed aromatizzata con qualche foglia di alloro. La polpa deve essere privata da qualsiasi pellicina quindi passata al setaccio ed aromatizzata con vaniglia. Per dolcificare la polpa è preferibile scaldarla lentamente a bagno maria e quindi quando la polpa supera i 50 gradi aggiungere lentamente lo zucchero (250 g per 1 kg di polpa) rimestando accuratamente la polpa fino ad inglobare tutto lo zucchero; la polpa diverrà più morbida. A questo punto aggiustare e profumare la polpa con maraschino o rhum a piacere, quindi far cuocere la polpa fino a quando essa raggiungerà una consistenza tale da poter fare con essa delle palline senza che si appiccichi troppo alle dita. Formare le palline di circa 2 cm di diametro e farle rotolare su un leggero strato di cacao amaro indi per presentarle si possono deporre in pirottini di carta di opportuna grandezza. Il dolce non avendo conservanti va consumato nel più breve tempo possibile (un giorno) conservandolo al frigo in scatole chiuse.
martedì 14 ottobre 2008
La castagna
La castagna é un frutto molto diffuso e in passato e' stato un alimento base per il suo alto valore energetico. Le molte qualita' di castagne si raggruppano in due categorie, le 'castagne' e i 'marroni'. Le prime, piuttosto piccole, sono schiacciate da un lato e con la buccia resistente e di colore. brunoscuro. I marroni sono piu' grossi, più dolci e a forma di cuore, con buccia piu' chiara e striata. La principale caratteristica delle castagne e' l'elevatissimo contenuto in amido e il conseguente alto valore calorico , che le rendono sconsigliabili per i soggetti in sovrappeso e per i diabetici. A causa della bassa digeribilita' non sono adatte ai bambini molto piccoli e a chi ha problemi di digestione; per il loro contenuto di amido sono da evitare negli ulcerosi e nei colitici.Valori nutrizionali: (189 Kcal per 100 g) - Proteine 3,5 - Lipidi 1,8 - Vitamine PP,B1,B2 - Minerali: Fosforo,potassio,calcio,sodio,ferro
giovedì 9 ottobre 2008
Montelanico - XLVI Sagra della Castagna

Si sa che nei piccoli borghi l'attaccamento al proprio paese, anche se non manifestato chiaramente, è viscerale e radicato. A volte viene fuori in tutta la sua schiettezza. Nel caso di Montelanico questo avviene durante la Sagra della Castagna. La Sagra ha raggiunto la sua 46esima edizione. Un'atmosfera indescrivibile che fin dal mattino si respira quel giorno. Un crepitio di fuochi accesi, un continuo movimento di persone, inebriate dal quell'odore tipico di caldarroste, che sembrano non aspettare altro che di essere degustate dai visitatori. E' come se tutto l'ambiente si chiudesse a protezione di vecchie tradizioni, stimolato dalla voglia di contribuire alla realizzazione della manifestazione del paesano. Nel centro storico, poi, c'è un via vai continuo: chi prepara, chi fa assaggiare orgoglioso il suo vinello, chi visita le mostre, chi torna per ritrovare e ritrovarsi. Lungo i vicoli che lo intrecciano di storie recenti e più antiche, si possono incontrare dei pittori che fermano su tela degli attimi in angoli dove ogni momento ha lasciato il segno. Si sfidano per aggiudicarsi il primo premio del Concorso di Pittura Estemporanea "Il Riccio D'Oro"; ogni anno appuntamento fisso per pittori che vogliono mettersi alla prova e far conoscere la loro arte. Come si è accennato prima, sono aperte durante la Sagra, mostre, di castagne e marroni locali, di artigianato locale che aiutano il turista ad apprezzare e a conoscere meglio il paese ed i suoi abitanti, attraverso oggetti che hanno accompagnato le giornate di contadini, artigiani e massaie fino a qualche tempo fa.
Programma
Venerdi 17 Ottobre 2008
ore 20.00 - Apertura stands gastronomici
ore 21:00 - Musica popolare con il gruppo “Mediterranti”. Piazza Cavour
Sabato 18 Ottobre 2008
ore 17.30 - Piazza Vittorio Emanuele Spettacolo Musicale con gli “Enotri”, gruppo folk lucano
ore 19.30 - Apertura stands gastronomici
ore 21.00 - “Parquaria“ ed “Enotri“ in concerto, incontro-gemellaggio tra la tradizione lepina e quella lucana. Piazza Vittorio Emanuele
Domenica 19 Ottobre 2008
ore 09.00 - Timbratura delle tele partecipanti al Concorso di Pittura Estemporanea “Il Riccio d’Oro”
ore 10.00 - Apertura Mostra Castagne, Marroni e Artigianato, in via San Pietro e piazza Vittorio Emanuele - Esposizioni dei lavori realizzati dagli alunni delle scuole
ore 10.15 - Apertura Mostra Micologica, in piazza Vittorio Emanuele
ore 12.00 - Gruppo Sbandieratori di Artena “Alfieri del Cardinal Borghese”
ore 13.00 - Apertura Stands Gastronomici
ore 14.30 - Spettacolo Musicale Itinerante con gli "Enotri"
ore 16.00 - Piazza Vittorio Emanuele esibizione del gruppo folk “Norbensis” di Norma
ore 17:00 - Apertura Mostra e Premiazione dei quadri partecipanti al Concorso di Pittura Estemporanea “Il Riccio d'Oro”. Sala Garibaldi
ore 18.00 - Estrazione di una Lotteria Gastronomica
ore 19.00 - Musica popolare con il gruppo “Popularia”
Fonte: Comune di Montelanico
martedì 7 ottobre 2008
Geologia dei Monti Lepini
Dove oggi si trovano i Monti Lepini, milioni di anni fa si estendeva un mare tropicale abitato da organismi in gran parte ormai estinti: pesci, molluschi, alghe e coralli. Percorrendo i sentieri, se si osserva con attenzione, è possibile riconoscere all’interno dei corpi rocciosi affioranti forme riferibili a fossili (frammenti di gusci o scheletri animali) o a tipiche strutture geologiche (piani di stratificazione o di fatturazione variamente deformati) che raccontano di esotici ambienti naturali del passato e delle trasformazioni avvenute nel corso di milioni di anni. Tra le testimonianze fossili sono facilmente riconoscibili le rudiste, caratteristici molluschi dal guscio a forma di cono e dimensioni variabili fino ad alcune decine di centimetri, vissute nel periodo Cretacico e poi estinte alla sua fine (circa 65 milioni di anni fa) contemporaneamente ai più famosi dinosauri e ad altri gruppi di esseri viventi. Nel territorio di Montelanico, tali particolarità sono facilmente osservabili salendo il versante che dalla località Pietrito porta alle rovine dell’antico “Castello di Collemezzo” . Numerose forme carsiche superficiali sono inoltre presenti sul territorio. Le doline, piccole conche o depressioni superficiali del terreno con diametro variabile da alcuni metri a decine di metri, localizzate in genere in zone a debole pendenza, sono spesso ricoperte da un deposito di terra rossa poco permeabile (residuo insolubile derivante dalla dissoluzione delle rocce calcaree), che favorisce l’accumulo di acqua utilizzata dagli animali selvatici o allo stato brado. Numerosi anche gli inghiottitoi, chiamati localmente “ovisi”. Sono aperture superficiali del terreno, di qualche metro di diametro, che danno accesso alla fitta e complessa rete di cavità sotterranee facenti capo a varie sorgenti sparse nel territorio.
giovedì 2 ottobre 2008
Castello del Monte Prunio
Posto su un’altura omonima, il castello del Monte Prunio domina l’abitato di Montelanico e la valle del torrente Rio. Del castello di epoca medievale rimangono alcuni tratti delle solide mura di cinta che corrono lungo il limitare del monte a forma di pentagono irregolare. L'interno del castello è ora soffocato da un groviglio di arbusti che solo in qualche parte lasciano intravedere basamenti di pareti divisionali. Sul castello del Monte Prunio per molto tempo venne esercitato un sistema di feudalesimo collettivo, tanto che nel secolo XIII ne risultano proprietari ben quattro feudatari, tra cui le famiglie De Insula e De Colle Medio, vincolati reciprocamente da diritti e doveri in vista di interessi comuni da tutelare. Stretti in un’alleanza difensiva i feudatari potevano erigere entro le mura del castello una o più torri di avvistamento impegnando ciascuno i propri vassalli. Il primo documento sul Castello del Monte Prunio è del 1088, nel quale si menziona la chiesa di Santa Croce di Pruni. Il maniero venne distrutto agli inizi del 1500. Ci volle un papa per sedare inevitabili diverbi di convivenza. Dovette personalmente intervenire Innocenzo III a riconciliare Filippo e Giordano De Insula con Lando De Colle Medio, condomini di Pruni, in contesa su alcuni diritti goduti comunemente. Così scriveva il Pontefice a Lando di Collemezzo che abusivamente aveva costruito una torre all'interno del castello di Pruni. "Da alcuni dei loro testi è stato provato che alcuni di vostri servi avevano lanciato delle tegole dalla loro casa, qualche altro pezzo di legno, quantunque dalla parte dei vostri testi venga affermato che furono gettate dal vento". Era la primavera del 1213. Il castello del Monte Prunio offre all'escursionista un incantevole panorama di Montelanico e dell'interno della valle del Rio.
martedì 23 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
martedì 16 settembre 2008
Baloci
I baloci sono castagne moderatamente secche che vengono sbucciate e messe a cuocere con poca acqua: In virtù della perdita di acqua queste castagne, una volta cotte, risultano molto più dolci di quelle fresche. Con esse si possono guarnire dolci, preparare tortini per poi guarnirli con panna o cioccolato a piacere oppure più naturalmente consumarle appena cotte ancora calde accompagnate da un buon vino rosso.
giovedì 11 settembre 2008
Dalla Chiesa dell'Annunziata a Muro Antico. Itinerario
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Dettaglio Escursione.
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Profilo Altimetrico
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Immagine 3D
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(riproduzione riservata)
martedì 9 settembre 2008
giovedì 4 settembre 2008
Dalla Chiesa dell'Annunziata a Muro Antico

Dall’abitato di Montelanico si prende la strada statale 609 che porta verso il paese di Carpineto Romano dove si parcheggia l’automobile. L’escursione inizia in località “Chiesa dell’Annunziata” prendendo la strada asfaltata che passa a destra della chiesa in direzione nord-est. Dopo circa 1 km si svolta a sinistra su una strada sterrata che diventa successivamente una mulattiera. Si costeggia quindi un fossato che si sviluppa lungo la “Valle Canzona” passando all’interno di un bosco di leccio. Si arriva quindi alla località “Il Tolfo” dove è presente un pozzo recentemente ristrutturato quindi, superata una recinzione, si arriva in località “Muro Antico” dove sono presenti i resti di antiche mura poligonali, probabilmente facenti parte di un’antica abitazione di epoca romana, oltre a una cava di calcare utilizzata probabilmente per costruire la struttura delle mura.
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Quota partenza: 520 m
Quota massima: 875 m
Dislivello totale: 450 m
Difficoltà: bassa
Distanza: 6.500 m
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Tempo totale: 4h 00min
Ascesa: 2h 00min
Discesa: 1h 30min
Sosta pranzo: 30min
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Itinerario
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Profilo Altimetrico
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Immagine 3D
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(riproduzione riservata)
Quota partenza: 520 m
Quota massima: 875 m
Dislivello totale: 450 m
Difficoltà: bassa
Distanza: 6.500 m
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Tempo totale: 4h 00min
Ascesa: 2h 00min
Discesa: 1h 30min
Sosta pranzo: 30min
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Itinerario
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Profilo Altimetrico
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Immagine 3D
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(riproduzione riservata)
martedì 2 settembre 2008
giovedì 28 agosto 2008
La Grotticella
La Grotticella è un’antica sorgente di epoca romana. E’ ubicata presso la località “Valle le Gotte”, un altopiano che si trova tra il Campo di Montelanico e il Monte Perentile ai confini tra i Comuni di Montelanico e Norma. L’acqua, ancora oggi ancora freschissima, venne raccolta, dagli abitanti di questi luoghi, in una cisterna scavata nella roccia, i cui resti sono tuttora visibili, vicino alla quale sono presenti i resti di antiche mura poligonali di un antico insediamento.
martedì 26 agosto 2008
Lilium bulbiferum
giovedì 21 agosto 2008
Torta di castagne
Ingredienti (per 6 persone)
- 1,5 kg. di castagne;
- 150 gr. di zucchero;
- 150 gr. di cacao amaro;
- 250 gr. di panna montata;
Preparazione
Lasciare bollire le castagne in abbondante acqua salata, poi tagliarle a metà e svuotarle della polpa da passare a setaccio. Allargare il tritato per farlo asciugare bene, per circa 2 ore. A parte, in un recipiente, versare il cacao, lo zucchero, amalgamare con la pasta di castagna. Comporre sul piatto di servizio e coprire con la panna.
- 1,5 kg. di castagne;
- 150 gr. di zucchero;
- 150 gr. di cacao amaro;
- 250 gr. di panna montata;
Preparazione
Lasciare bollire le castagne in abbondante acqua salata, poi tagliarle a metà e svuotarle della polpa da passare a setaccio. Allargare il tritato per farlo asciugare bene, per circa 2 ore. A parte, in un recipiente, versare il cacao, lo zucchero, amalgamare con la pasta di castagna. Comporre sul piatto di servizio e coprire con la panna.
martedì 19 agosto 2008
Sorbo domestico
Il Sorbo domestico (sorbus domestica) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Rosaceae. E' presente sui Monti Lepini ma è originario dell'Europa Meridionale, dalla Spagna alla Crimea e all'Asia Minore, spesso coltivato per i frutti anche fuori dal luogo dove era cresciuto. In Italia si trova sporadico in tutta la penisola e nelle isole, nei boschi montani di latifoglie preferenzialmente su substrato calcareo. L’albero è alto fino a 13 metri, molto longevo, i rami sono grigi e la gemma quasi glabra e vischiosa. Le foglie sono alterne e lunghe fino a 20 cm, con 6-10 paia di foglioline ovale o lanceolate sessili, dentate ai margini e acute all'apice. I fiori sono numerosi con il calice a cinque lacinie triangolari acute. Il frutto e' lungo da 2 a 4 centimetri, di colore giallo-rossastro-arancione e punteggiato diventa di colore bruno a maturità. La polpa e' verdognola e dolce quando il frutto è maturo. I frutti sono commestibili e maturano in autunno e sono molto ricercati dalla fauna selvatica. I frutti, di sapore acidulo, ricchi di acido malico e vitamina C, diventano dolci, con polpa farinosa molle. I frutti vengono utilizzati per fare sidro, confetture, liquori e salse. I frutti hanno proprietà astringenti, diuretiche, detergenti, rinfrescanti e tonificanti. Dal legno giovane si estrae un liquido scuro per tingere tessuti. Il tannino estratto dalle foglie un tempo serviva per la concia delle pelli. Il legno, colorato in rosso bruno, ad alburno più chiaro, e' duro ed elastico e trova impiego nella costruzione di pezzi sottoposti a forte attrito, oltre che in falegnameria per attrezzi rurali e casalinghi, lavori da tornio ed intaglio. Il sorbo domestico, è indicato per la coltivazione biologica e per la valorizzazione di zone marginali. E’ impiegato anche a scopo ornamentale.
giovedì 14 agosto 2008
Pian delle Faggeta - Monte Semprevisa. Itinerario
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Dettaglio Escursione
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Profilo Altimetrico
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(riproduzione riservata)
martedì 12 agosto 2008
Da Pian della Faggeta a Monte Semprevisa
Dal paese di Montelanico si raggiunge la località di Pian delle Faggeta (882 m) nel comune di Carpineto Romano dove si parcheggia l’automobile. Da qui inizia il sentiero dell'anello della Semprevisa che passa prima vicino ad una pianta di tasso e poi nei pressi alla Fonte dell’Acquicciola. Dopo alcuni tornanti si prosegue verso una cresta dove si possono ammirare il Monte Malaina e il Monte Gemma e quindi si attraversa un bosco di faggi al termine del quale ci si ritrova nella suggestiva Piana dell’Erdigheta dove si apre uno spettacolare panorama a 360° sulla pianura, le isole pontine e l’intero litorale laziale. Si continua a salire per l’ampio pianoro erboso fino ad incontrare la vetta del Monte Pizzone (1.313 m). Da qui si prosegue sulla cresta e si raggiunge in pochi minuti il Monte Erdigheta (1.336 m), si incrocia il percorso che porta all’Eremo di Sant’Erasmo, quindi attraversato un bosco di faggi, (possibile piccola deviazione verso destra per la Fonte del Sambuco), si possono notare gli imbocchi recintati di due abissi (ovisi), tra cui l'"Abisso Consolini", che si inoltrano per centinaia di metri all’interno di questo terreno carsico. Si raggiunge quindi la vetta del Monte Semprevisa (1.536 m) da dove si può godere un panorama veramente affascinante sul litorale pontino. Da qui inizia la discesa che passando per un fitto bosco di faggi arriva alla “Sella” dove si incrociano i sentieri che portano alla Fonte Rapiglio e al Monte Capreo. Si prosegue sempre in discesa e si arriva alla Fonte dell’Acqua di Mezzavalle e quindi al punto di partenza iniziale di Pian della Faggeta.
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Quota partenza: 882 m
Quota massima: 1.536 m
Dislivello totale: m. 750
Difficoltà: media
Distanza: 13.500 m
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Tempo totale: 8h 00min
Ascesa: 4h 00min
Discesa: 3h 00min
Sosta pranzo: 1h 00min
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Quota partenza: 882 m
Quota massima: 1.536 m
Dislivello totale: m. 750
Difficoltà: media
Distanza: 13.500 m
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Tempo totale: 8h 00min
Ascesa: 4h 00min
Discesa: 3h 00min
Sosta pranzo: 1h 00min
Itinerario
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Profilo Altimetrico
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(Riproduzione riservata)
giovedì 7 agosto 2008
Dal Campo di Montelanico alla sorgente Acquaviva
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Quota partenza: 788 m
Quota massima: 800 m
Dislivello totale: m. 230
Difficoltà: media
Distanza: 7.000 m
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Tempo totale: 5h 30min
Ascesa: 2h 00min
Discesa: 2h 30min
Sosta pranzo: 1h 00min
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