Situato fra i comuni di Montelanico e Norma sul lato nord del
colle, a quota 750 m, divisorio dei pianori carsici della Selva di Norma e
della Valle delle Cotte si trova un bosco antico di carpino bianco (frammisti ad alcuni alberi di Cerro
e Acero) che conta numerosi esemplari con una circonferenza del tronco
superiore a 5 metri.
I rami degli alberi in tempi passati sono stati continuamente
tagliati ad opera di pastori, che, con queste operazioni di ceduazione,
creavano la riserva del foraggio con il fogliame per le le capre e i bovini nei periodi di
carestia e siccità.
Gli alberi di carpino bianco sono molto resistenti alle intemperie e all’inquinamento;
la forma è dovuta alla ricrescita di numerosissimi pollori e quindi di nuovi
rami, ricrescita operata dalla pianta come reazione alle drastiche potature che
dà agli alberi forme molto irregolari e quasi animate.
Per la posizione sul
lato nord del colle questi alberi, dal tronco molto venato a testimoniare la
loro anzianità, sono ricoperti da muschi e licheni che fanno assumere al
paesaggio una forma surreale.
Usi del carpino bianco:
Oltre alla fornitura di foraggio per gli animali ricordiamo:
- legno caratterizzato da elevata durezza, omogeneità e pesantezza, veniva usato
per la costruzione di raggi per le
ruote dei carri, ingranaggi o attrezzi, quali ad esempio ceppi da
macellaio.
- alto potere calorifero, lo rendeva adatto alla fabbricazione di
carbone da legna.
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