giovedì 22 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
La capanna dei carbonari sui Monti Lepini
La grandezza della capanna
dei carbonari dei Monti Lepini dipendeva dal numero di persone che doveva ospitare (in genere più di dieci
familiari) ed era quindi di circa trenta o quaranta metri quadrati. Essa veniva
costruita conficcando sei pali a forma di “forcina” di cui quattro laterali e
due centrali. Quelli centrali erano più
alti. I pali erano sormontati da altri sette pali (“le cordelle”). Per la
costruzione del tetto venivano inseriti alcuni paletti di legno fra
le cordelle e alla fine le lamiere. Le pareti della capanna erano costituite
da rami e pali ricoperti con le zolle di
terra fino all’altezza di circa un metro e mezzo. La parte rimanente era coperta
con frasche e felci. La porta era costituita da grandi tavole costruite sul
luogo. All’interno veniva composto il letto denominato “ravazzola”, conficcando pali per terra e realizzando una sorta di
soppalco dove veniva posizionato il materasso realizzato con sacco riempito con
le “spruglie”, materiale che ricopre
le pannocchie del mais. All’interno della capanna era presente il focolare che veniva
acceso su una o due lastre di calcare (“pianice”). Liberando la pianice delle
ceneri e dalle braci si poneva a cuocere una pizza di mais o farina, ricoprendola
con un capiente coperchio di metallo (“jò
coppo”) oppure con foglie di castagno o di broccolo, ricoprendo il tutto
con braci ardenti e cenere calda. Nella capanna era presente anche un tavolo e
dei ciocchi di legno per sedersi. Come ripostiglio per i generi alimentari si
usavano dei grandi cassoni di legno rialzati da terra. Per l’illuminazione si
usava la lampada a carburo: (“la
scintilena”). All’esterno della capanna su alcuni alberi venivano ricavati dei fori e conficcati delle aste di legno sui quali venivano appoggiate alcune tavole, questi servivano come sostegno per utensili da cucina e altre cose. Alcuni utensili venivano costruiti dagli stessi carbonari, ad esempio scife e scifelle tavola per stendere la sfoglia “spianatora” (recipienti di legno utilizzati a scopo alimentare) realizzati con l’ascia, grosse forchette di legno, palette di legno, mattarello (utilizzate per cucinare). All’esterno della capanna era presente anche un tavolo.
Sulla base delle testimonianze di Pasqua Trulli, Maria Stirpe, Maurizio De Carolis.
lunedì 5 novembre 2012
I carbonari nei Monti Lepini
Carbonari, pastori e contadini costituivano
la struttura portante dell’economia dei Monti Lepini fino all’inizio del
dopoguerra quando è iniziata l’industrializzazione della Valle del Sacco. L’arte
della produzione del carbone di legna risale a tempi molto antichi più o meno
all’età del ferro, perché per produrre il ferro la componente fondamentale è rappresentata
dal carbone. I carbonari venivano principalmente dal paese di Veroli o da altri paesi della vicina provincia di Frosinone.
Giunti nel bosco dove dovevano lavorare, la prima attività dei carbonari era costituita
dalla costruzione della capanna che ospitava, oltre ai lavoratori anche tutta
la famiglia che quindi viveva nel bosco per tutta la durata della stagione di
produzione del carbone.
Sulla base delle testimonianze di Pasqua Trulli, Maria Stirpe, Maurizio De Carolis.
martedì 18 settembre 2012
Marmellata di corniolo
La raccolta del frutto viene
fatta nei primi giorni di settembre, quando il corniolo ormai maturo é caduto
dall’albero. I frutti vengono lavati per almeno due volte, poi scolati e versati
in una pentola quindi ricoperti con vino bianco. Il tutto viene quindi fatto cuocere
a fuoco lento, fino a quando la polpa del corniolo si stacca dal nocciolo. Girare
la marmellata ogni tanto con un cucchiaio di legno. Utilizzare un setaccio separare
la polpa dai noccioli rimanenti. Il composto viene poi posto in una teglia antiaderente
fino a ricoprirne il fondo. Con l’aiuto di un cucchiaio di legno girare
continuamente fino a quando la
marmellata non si rapprende quasi al punto voluto, quindi aggiungere lo
zucchero al 50-80% del peso della polpa iniziale e la scorza di un limone
grattugiato (la quantità di zucchero dipende dal gusto e dalla maturazione del
corniolo). Continuare a rapprendere fino alla densità desiderata. Versare
quindi il composto in una insalatiera di coccio. Mettere la marmellata dentro i
vasi a bollire a bagnomaria per mezz’ora.
lunedì 3 settembre 2012
Rosalia alpina
Uno splendido esemplare di rosalia alpina presente nel bosco prospiciente alla Piana di Santa Serena
venerdì 31 agosto 2012
Slim Festival 2012
Per il terzo anno consecutivo torna Montelanico in Corto,
la rassegna di cortometraggi indipendenti che da quest'anno assume la
denominazione di Slim Festival. Alle ore 20 di sabato 1 Settembre, in piazza
Garibaldi a Montelanico (RM), andrà in scena la piccola notte delle stelle per
la prima volta... sotto le stelle, nella cornice all'aperto della deliziosa
cittadina sui Monti Lepini.
Quest'anno la manifestazione, organizzata da Pro Loco
Montelanico ed Associazione Quattro Punto Zero, con il patrocinio della
Provincia di Roma e del Comune di Montelanico, presenta una ricca offerta di
film indipendenti con registi provenienti da tutta Italia. Interverranno alcuni
tra i più promettenti film-maker del panorama nazionale: l'alessandrino Lucio
Laugelli con “Promettimi che rimaniamo amici” e Luca Merloni con “Mutande di
ricambio”
getteranno il loro sguardo ironico sui rapporti di coppia
con due pregevoli lavori, e ci parleranno dei loro progetti futuri. Il regista
Matteo Pianezzi presenterà il suo “Caramadre”, cortometraggio già vincitore del
premio GIACS.
Parteciperà con un saluto dalla Val di Susa Roberto
Gagnor, con il suo apprezzatissimo “Il numero di Sharon”, sempre in bilico tra
ironia e sentimento. Ampio spazio per la commedia anche con “A tutti i costi!”
di Simone Baldini ed “Energia Pulita” di Fabio Belli, che toccano in maniera
scanzonata ma graffiante temi di scottante attualità come il lavoro e la
tecnologia, ma anche per la musica ed il ricordo di un personaggio amatissimo
grazie a Paolo Scarlato ed al suo poetico “Non voleva essere un giullare”
dedicato alla figura di Rino Gaetano. Confermato il maestro di cerimonie della
manifestazione, il giornalista Pierluigi Grimaldi, per il terzo anno su tre al
timone della serata.
giovedì 26 luglio 2012
Festa della Madonna di Collemezzo - Passeggiata fra gli alberi secolari
Partendo dal punto di ritrovo, si passa in prossimità della croce di Scaccia lì si procede attraverso il bosco verso la “Pantana Camenardo” in prossimità della quale inizia la “Riserva del Colubro”, all’interno del quale sono presenti diversi esemplari di querce e aceri. Usciti dalla riserva, superati i laghetti dei “Colubri”, si procede verso la “Valle delle Gotte” fino all’incrocio con la località di “Scesa Ferrara” dove, all’interno del bosco vivono esemplari secolari di carpino bianco e quercia. Si raggiunge quindi “La Grotticella”, un’antica sorgente di epoca romana, e quindi si raggiunge la Madonna di Collemezzo passando attraverso la faggeta
.Quota partenza: 780 m
Quota massima: 830 m
Dislivello totale: 50 m
Difficoltà: facile
Distanza: 8.000 m
.
Tempo totale: 03h 00min
Ascesa: 1h 30min
Discesa: 1h 30min
.
Itinerario
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Profilo Altimetrico
.
(Riproduzione riservata)
.Quota partenza: 780 m
Quota massima: 830 m
Dislivello totale: 50 m
Difficoltà: facile
Distanza: 8.000 m
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Tempo totale: 03h 00min
Ascesa: 1h 30min
Discesa: 1h 30min
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Itinerario
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Profilo Altimetrico
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